Uffici pubblici su appuntamento, UIL FP Veneto: “Non si scarichino sui lavoratori le carenze della Pubblica Amministrazione”
Tempo di lettura: 2 minuti

Venezia, 12 giugno 2026 — “Non accettiamo che si lasci intendere che siano i dipendenti pubblici a decidere quante persone ricevere ogni giorno. Nel caso dell’Agenzia delle Entrate di Padova, come in ogni ufficio pubblico, l’organizzazione del lavoro, degli accessi e degli appuntamenti è responsabilità della Direzione, non dei singoli lavoratori”.

Così Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FP Veneto, interviene dopo gli articoli pubblicati da Il Mattino di Padova e da La Tribuna di Treviso sul tema degli uffici pubblici accessibili su prenotazione.

“Le lavoratrici e i lavoratori eseguono disposizioni organizzative impartite dall’Amministrazione. È quindi profondamente ingiusto esporli al giudizio dell’opinione pubblica come se fossero loro a scegliere chi entra, chi aspetta o chi resta fuori. In questo modo si rischia solo di alimentare uno scontro pericoloso tra cittadini e personale pubblico, in uffici già delicati e sempre più esposti a tensioni e aggressività”.

Per la UIL FP Veneto, il problema degli appuntamenti e dei disagi per cittadini, professionisti e imprese è reale, ma va affrontato individuando correttamente le responsabilità.

“Dopo il Covid molte modalità di accesso agli uffici sono cambiate. Le Direzioni devono organizzare i servizi tenendo conto del contesto attuale, della sicurezza del personale e delle esigenze dell’utenza. Ma non si possono colpevolizzare i dipendenti, che ogni giorno garantiscono funzioni essenziali dello Stato. Ricordiamo che senza il lavoro degli uffici fiscali, senza l’accertamento e la riscossione delle imposte, lo Stato non potrebbe reggersi e non potrebbero essere finanziati servizi pubblici fondamentali”.

Secondo Gottardi, “la Direzione dell’Agenzia delle Entrate dovrà valutare soluzioni organizzative più efficaci, anche prevedendo modalità di accesso dedicate alle urgenze, per ridurre i disagi di cittadini e imprenditori senza scaricare tensioni sul personale”.

“Chi dirige un ufficio pubblico ha il dovere di garantire il servizio e, allo stesso tempo, di salvaguardare chi lavora. Trasformare i dipendenti pubblici in bersagli non risolve i problemi: li aggrava”.