Venezia, 24 giugno 2026 – La UIL FP Veneto ha scritto all’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa e al direttore generale dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti, chiedendo l’immediato utilizzo delle risorse nazionali destinate alle prestazioni aggiuntive del personale sanitario.
La richiesta è che le Aziende sanitarie non utilizzino i fondi contrattuali destinati al salario accessorio dei dipendenti per pagare le ore aggiuntive già svolte o ancora in corso.
«Non è accettabile pagare queste prestazioni con risorse che appartengono già alle lavoratrici e ai lavoratori – dichiara Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FP Veneto –. Il personale copre turni scoperti, affronta carichi di lavoro pesanti e garantisce ogni giorno la tenuta dei servizi. La Regione deve attivare subito i finanziamenti previsti dalla normativa».
Le prestazioni aggiuntive vengono richieste soprattutto per affrontare la carenza di personale nelle Aziende sanitarie venete.
«Servono risorse specifiche e separate dai fondi aziendali – aggiunge Luca Molinari, componente della delegazione trattante UIL FP Veneto per la sanità –. Utilizzare il salario accessorio significherebbe ridurre le somme destinate alla valorizzazione professionale, agli incarichi e alle condizioni di lavoro».
La UIL FP Veneto chiede alla Regione di intervenire rapidamente, comunicando alle Aziende sanitarie le modalità di utilizzo e riparto delle risorse e garantendo un’informazione chiara ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali.
