Si è svolto venerdì 29 maggio l’incontro di contrattazione con la parte datoriale di Veneto Lavoro, con la partecipazione di Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FP Veneto e Roberto Meneghello, Segretario Generale UIL FP Belluno/Treviso della UIL Funzione Pubblica, della componente CISL FP e delle RSU aziendali.
Il confronto ha riguardato diversi temi centrali per il personale: indennità di condizioni di lavoro, differenziali economici, progressioni, fondo delle elevate qualificazioni, risorse IMSS, specifiche responsabilità, criteri di valutazione della performance e benessere organizzativo.
Abbiamo partecipato al tavolo con un obiettivo chiaro, ha dichiarato Meneghello, utilizzare tutte le risorse disponibili in modo equo, trasparente e verificabile, evitando soluzioni che possano creare contrapposizioni tra lavoratrici e lavoratori e puntando invece a riconoscere concretamente responsabilità, carichi di lavoro, professionalità e condizioni operative reali.
Uno dei punti più discussi ha riguardato l’indennità di condizioni di lavoro, con particolare riferimento alla possibile differenziazione tra case manager e account manager.
È stato riconosciuto che i case manager operano spesso in condizioni di maggiore esposizione diretta con l’utenza, con carichi emotivi e relazionali significativi, anche nella gestione di situazioni complesse. Allo stesso tempo, è stato ribadito che anche gli account manager svolgono funzioni importanti, con attività complesse nei rapporti con aziende, istituzioni e soggetti del territorio.
Per questo, Meneghello lo ha ribadito al tavolo, è necessario equilibrio: riconoscere le specificità dove esistono, ma senza alimentare divisioni tra colleghe e colleghi. Il tema deve essere affrontato con serietà, dati alla mano, verificando la sostenibilità economica delle diverse ipotesi, comprese quelle di incremento dell’indennità, e chiedendo una tabella chiara che distingua mansioni, importi, sedi centrali e sedi territoriali.
Altro tema rilevante è quello delle progressioni economiche e dei differenziali. Nel confronto è emersa l’ipotesi di mantenere una distribuzione al 50% per il primo anno e al 30% per i due anni successivi, Meneghello ha evidenziato la necessità di verificare se le risorse consentano di ampliare ulteriormente la platea dei beneficiari, perché un sistema percepito come non sufficientemente inclusivo rischia di non valorizzare adeguatamente il personale.
È stata quindi richiesta una simulazione economica dettagliata su tre anni, che tenga insieme condizioni di lavoro, responsabilità, progressioni ed elevate qualificazioni, con l’obiettivo di capire se eventuali risparmi possano essere riallocati per garantire una distribuzione più ampia ed equilibrata.
Sul tema delle risorse IMSS, è stata ribadita la necessità di criteri trasparenti e proporzionati. Si tratta di risorse derivanti da specifiche attività e da obiettivi particolari, che devono essere distribuite secondo criteri chiari, aggiornati e coerenti con l’organizzazione reale del lavoro.
Particolare attenzione è stata posta anche alle specifiche responsabilità. La discussione ha riguardato l’ipotesi di incremento delle risorse da 175.000 a 200.000 euro, con la richiesta sindacale di maggiore dettaglio sui criteri di attribuzione e sulla distribuzione tra sede centrale e territori. Abbiamo ribadito quanto sia indispensabile che ogni riconoscimento economico sia collegato a responsabilità effettive, verificabili e omogenee.
Il confronto ha inoltre confermato un punto politico e sindacale fondamentale: il benessere organizzativo non si costruisce soltanto con incentivi economici. Le risorse sono importanti, ma da sole non bastano. Servono anche carichi di lavoro sostenibili, chiarezza organizzativa, criteri trasparenti, maggiore uniformità tra sedi e un’attenzione reale alla permanenza del personale, anche alla luce del turnover e della mobilità verso altri enti pubblici.
Sul sistema di valutazione e sulla performance è stata posta l’esigenza di criteri più oggettivi e trasparenti, capaci di ridurre differenze di prassi tra sedi e di garantire pari dignità professionale a tutto il personale.
Il prossimo incontro è stato individuato per l’11 giugno, con l’impegno a fornire prima del confronto documentazione aggiornata e simulazioni economiche, così da permettere alle RSU e alle organizzazioni sindacali di valutare le proposte in modo serio e consapevole.
“Il confronto con Veneto Lavoro, conclude Gottardi, deve produrre risultati concreti per le lavoratrici e i lavoratori. Le risorse disponibili vanno utilizzate con criteri chiari, equi e trasparenti, valorizzando chi ogni giorno sostiene servizi complessi e spesso delicati. Non ci interessa creare divisioni tra profili professionali: ci interessa riconoscere le differenze reali, le responsabilità effettive e i carichi di lavoro, dentro un quadro unitario che tenga insieme dignità del lavoro, giustizia organizzativa e qualità dei servizi.”
