SANITÀ E VIOLENZA: NEI GRANDI OSPEDALI CALANO LE SEGNALAZIONI, NON LA PAURA
Tempo di lettura: 2 minuti

Gottardi: «Se i lavoratori smettono di denunciare perché non credono più che serva, abbiamo perso tutti». Marinelli: «Serve un Fondo regionale di solidarietà per gli operatori sanitari e sociosanitari vittime di violenza»

Venezia, 10 settembre 2026 – Meno segnalazioni significano davvero meno aggressioni? Per la UIL FP Veneto il rischio è esattamente opposto: che molti lavoratori della sanità abbiano semplicemente smesso di denunciare perché non credono più che farlo possa cambiare qualcosa.

«È questo il silenzio che ci preoccupa», afferma Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FP Veneto. «Insulti, minacce e aggressività rischiano di diventare parte della normalità lavorativa. Quando un professionista smette di segnalare perché pensa che non serva, non abbiamo risolto il problema: lo abbiamo reso invisibile. E questa è una sconfitta per tutti».

Una situazione che conosce direttamente Samuele Marinelli, Segretario provinciale UIL FP Verona, impegnato nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.

«Due anni dopo un’aggressione subita mentre lavoravo in Pronto Soccorso sono stato convocato in Tribunale come parte lesa», racconta Marinelli. «Il procedimento farà il suo corso, ma resta una domanda molto concreta: se chi ha aggredito un lavoratore è nullatenente, chi garantirà realmente il risarcimento eventualmente riconosciuto dal giudice?».

«Il lavoratore subisce l’aggressione, le conseguenze fisiche e psicologiche, presenta denuncia, affronta udienze e procedimento giudiziario. Possiamo poi lasciarlo solo proprio alla fine del percorso?».

A Verona, ricorda Marinelli, l’Azienda Ospedaliera ha attivato la possibilità di patrocinio legale per il personale vittima di aggressione.

«È un passo importante, che abbiamo chiesto e che va riconosciuto. Ma dobbiamo andare oltre».

La UIL FP Veneto propone di aprire un confronto sull’istituzione di un Fondo regionale di solidarietà per gli operatori sanitari e sociosanitari vittime di violenza, in grado di intervenire nei casi in cui il responsabile non possa concretamente corrispondere il risarcimento riconosciuto.

Accanto alla tutela deve esserci però la prevenzione.

«Nei grandi Pronto Soccorso serve rafforzare la presenza dello Stato», conclude Marinelli. «La vigilanza privata è utile, ma nelle strutture maggiormente esposte chiediamo una presenza stabile e riconoscibile delle Forze dell’Ordine. Se vogliamo che i sanitari continuino a denunciare, dobbiamo dimostrare loro che, dopo la denuncia, le istituzioni restano al loro fianco fino alla fine».

«Attenzione quindi a leggere i numeri in modo superficiale», conclude Gottardi. «Meno segnalazioni non significano necessariamente meno aggressioni. Possono significare lavoratori più soli e più rassegnati. Ed è esattamente ciò che dobbiamo impedire».

UIL FP Veneto — Ufficio Stampa
info@uilfpveneto.it