Carceri del Veneto al limite: 2.804 detenuti per 1.929 posti
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UIL FP Veneto: “Sovraffollamento e carenza di personale mettono a rischio la sicurezza. La Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola” Venezia, 17 giugno 2026 – Nove istituti penitenziari, 1.929 posti regolamentari e 2.804 detenuti presenti. È la fotografia delle carceri del Veneto, dove il tasso medio di affollamento ha raggiunto il 145%, mentre continuano a registrarsi aggressioni ed eventi critici ai danni del personale di Polizia Penitenziaria. Le situazioni più pesanti riguardano Verona Montorio, con un affollamento del 181%, Venezia Santa Maria Maggiore al 167%, Treviso al 158% e la Casa di reclusione di Padova al 152%. “Non siamo più di fronte a emergenze isolate, ma a un problema strutturale che riguarda la sicurezza del lavoro e la tenuta dell’intero sistema penitenziario”, dichiara Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FP Veneto. “La Polizia Penitenziaria svolge una funzione essenziale per lo Stato e non può continuare a sostenere da sola le conseguenze del sovraffollamento, della carenza di organici e delle difficoltà organizzative”. Alla pressione determinata dalle presenze detentive si aggiunge infatti la carenza di personale. Negli otto istituti per i quali sono disponibili dati completi risultano 1.452 agenti effettivi rispetto ai 1.597 previsti, con almeno 145 unità mancanti. Si registrano carenze anche tra il personale amministrativo. “Gli agenti lavorano con turni gravosi, sezioni sovraffollate e una gestione continua di eventi critici”, sottolinea Nicolino Budano, Segretario Generale UIL FP Veneto Polizia Penitenziaria. “Quando il personale è insufficiente, la sicurezza diventa più fragile per tutti. Servono nuove assegnazioni, strumenti operativi adeguati e procedure rapide per affrontare aggressioni e situazioni di particolare pericolosità”. La UIL FP Veneto chiede l’apertura di un confronto con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Provveditorato regionale, le direzioni degli istituti e le istituzioni competenti, per definire un piano straordinario destinato alle carceri venete. Tra le priorità indicate dal sindacato figurano il rafforzamento degli organici, il potenziamento dell’assistenza sanitaria e psichiatrica, interventi sulle strutture maggiormente sovraffollate e una tutela concreta degli operatori aggrediti. “Non bastano dichiarazioni di solidarietà dopo ogni episodio di violenza”, concludono Gottardi e Budano. “Servono risorse, personale e responsabilità istituzionale. Difendere la Polizia Penitenziaria significa difendere la legalità, la sicurezza degli istituti e la dignità dello Stato”.