RSA E NON AUTOSUFFICIENZA, UIL FP VENETO: «BENE APRIRE IL CONFRONTO, MA È UN ERRORE FARLO SENZA CHI RAPPRESENTA IL PERSONALE»
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Gottardi: «Non si può riformare un sistema che soffre una grave carenza di infermieri e OSS discutendo soltanto con chi lo gestisce». Tessari: «Oltre la metà degli ospiti presenta demenza: le RSA sono sempre più luoghi ad alta complessità assistenziale. Servono organici, professionalità e un finanziamento adeguato»

Venezia, 3 settembre 2026 – La UIL FP Veneto interviene dopo l'incontro convocato ieri dalla Regione Veneto con enti gestori dei centri di servizio per anziani non autosufficienti, ATS e ULSS, dedicato alle liste d'attesa, alla presa in carico delle persone con demenza, alla sostenibilità del sistema e alla futura riforma della non autosufficienza.

«Consideriamo positivo che la Regione abbia finalmente aperto una discussione strutturata su un settore che presenta problemi ormai evidenti. Ma riteniamo sbagliato che un confronto di questa portata parta senza il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali che rappresentano il personale», dichiara Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FP Veneto.

«Se tra gli argomenti indicati dalla stessa Regione c'è il reclutamento del personale sociosanitario – prosegue Gottardi – allora al tavolo devono esserci anche coloro che rappresentano infermieri, OSS e tutte le professionalità che ogni giorno garantiscono questi servizi. Non possiamo discutere del futuro delle RSA parlando del personale senza parlare con il personale e con chi lo rappresenta».

Secondo i dati comunicati dalla Regione, il Veneto dispone di oltre 350 centri di servizio e più di 32 mila posti accreditati. Di questi, circa 25 mila sono coperti attraverso l'impegnativa di residenzialità e 2 mila attraverso le quote sanitarie di accesso. Particolarmente significativo è il dato relativo alla complessità assistenziale: il 54% delle persone ospitate presenta una condizione di demenza.

Per Corrado Tessari, Segretario regionale UIL FP Veneto ed esperto del settore sociosanitario, è proprio questo dato a imporre un cambio di prospettiva.

«Quando più di un ospite su due presenta una demenza, non possiamo più pensare alle RSA come semplici strutture residenziali. Sono sempre più luoghi ad alta intensità assistenziale e sanitaria, nei quali lavoratori e lavoratrici gestiscono quotidianamente non autosufficienza grave, disturbi cognitivi e comportamentali, pluripatologie e bisogni assistenziali sempre più complessi».

«A una maggiore complessità degli ospiti – sottolinea Tessari – devono necessariamente corrispondere organici adeguati, professionalità riconosciute, formazione, migliori condizioni di lavoro e una quota sanitaria coerente con l'assistenza realmente erogata. Non possiamo continuare a chiedere alle strutture di fare sempre di più con risorse insufficienti e, soprattutto, non possiamo scaricare il problema sui lavoratori attraverso carichi crescenti o sulle famiglie attraverso rette sempre più pesanti».

Liste d'attesa: uniformità sì, ma servono trasparenza e risorse

UIL FP Veneto valuta positivamente l'obiettivo annunciato dalla Regione di rendere uniformi sul territorio le modalità di gestione delle liste d'attesa e più equa la presa in carico delle persone con demenza. La Regione ha inoltre annunciato la costituzione di cinque tavoli locali, con il coinvolgimento dei 24 ATS e delle 9 ULSS, per affrontare anche accreditamento, domiciliarità, nuovi servizi territoriali e reclutamento del personale.

«Uniformare le regole è necessario – afferma Gottardi – perché il diritto all'assistenza non può dipendere dalla provincia o dalla ULSS di residenza. Ma uniformità non deve significare semplicemente amministrare meglio la scarsità. Bisogna capire quante persone attendono realmente, quanto attendono, quanti posti sono disponibili, quanti sono finanziati e quale personale manca per renderli effettivamente utilizzabili».

«Il rinnovo dei contratti non è il problema»

La UIL FP respinge inoltre ogni impostazione che possa ricondurre l'aumento delle rette al costo dei rinnovi contrattuali.

«Qui bisogna essere molto chiari – sottolinea Tessari –. Il salario delle lavoratrici e dei lavoratori non può diventare la variabile di aggiustamento della sostenibilità economica delle RSA. Se garantire contratti dignitosi, personale sufficiente e qualità dell'assistenza produce difficoltà economiche, allora occorre intervenire sul finanziamento del sistema. Non si può chiedere ai dipendenti di finanziare indirettamente il welfare attraverso salari più bassi, né alle famiglie di sostenere da sole i maggiori costi».

Per UIL FP Veneto, inoltre, le difficoltà di reperimento di infermieri e OSS non possono essere affrontate esclusivamente attraverso il reclutamento dall'estero.

«Il personale straniero rappresenta una risorsa preziosa e va accolto con percorsi seri di integrazione e tutela – aggiunge Tessari – ma la vera domanda è perché sempre meno professionisti scelgano queste strutture e perché molti le abbandonino. Retribuzioni, turni, carichi di lavoro, stabilità occupazionale, riconoscimento professionale, sicurezza e possibilità di crescita sono parte integrante della risposta».

UIL FP: «Un osservatorio con dati pubblici, non solo un luogo di confronto»

La UIL FP Veneto considera positiva anche la annunciata riattivazione dell'Osservatorio regionale per le politiche sociali e sociosanitarie, ma chiede che diventi uno strumento operativo e trasparente, capace di produrre periodicamente dati confrontabili territorio per territorio.

«Chiederemo alla Regione – conclude Gottardi – una fotografia precisa, ULSS per ULSS, delle liste d'attesa, dei tempi medi di accesso, dei posti accreditati e realmente finanziati, delle impegnative disponibili, delle rette, degli organici previsti ed effettivi, del turnover e delle carenze di personale. Solo partendo dai dati possiamo costruire una programmazione seria».

«E chiediamo fin da ora – conclude – che UIL FP e le Organizzazioni Sindacali rappresentative siano coinvolte nei prossimi tavoli regionali sulla riforma della non autosufficienza. Sui modelli organizzativi, sugli accreditamenti, sul reclutamento e sulla qualità dell'assistenza, il punto di vista di chi rappresenta il lavoro non è accessorio: è indispensabile».

UIL FP Veneto — Ufficio Stampa
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