Settecase (UIL FP Venezia): «Da un anno e mezzo chiediamo risposte. La sicurezza deve diventare una priorità concreta per l’ULSS 3 Serenissima»
Venezia, 8 settembre 2026 – Le nuove violenze avvenute all’Ospedale dell’Angelo di Mestre confermano una situazione che non può più essere considerata una successione di episodi isolati.
Il 9 agosto, nella stessa notte, si erano verificate due distinte situazioni di violenza, con il coinvolgimento di personale sanitario e addetti alla vigilanza. Il 6 settembre una donna ha danneggiato alcuni ambienti, raggiunto gli spazi della Rianimazione e aggredito un anestesista, rendendo necessario anche l’allontanamento precauzionale delle persone presenti nell’area di attesa.
«Quello che sta accadendo all’Ospedale dell’Angelo e nelle strutture sanitarie del Veneto rappresenta ormai una vera emergenza», dichiara Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FP Veneto. «Non è accettabile che medici, infermieri, operatori sociosanitari e personale dei servizi debbano affrontare aggressioni e minacce mentre stanno svolgendo il proprio lavoro. La tutela di chi cura e assiste deve diventare una priorità organizzativa, non una risposta occasionale dopo l’ennesimo episodio».
I dati regionali confermano la gravità del fenomeno: le segnalazioni sono passate da 2.229 nel 2023 a 2.595 nel 2024, fino a 3.153 nel 2025, con un incremento superiore al 41% in due anni. Nel solo 2025 sono stati coinvolti 4.304 operatori.
«Le Aziende sanitarie devono riorganizzare concretamente i servizi, coinvolgendo i propri RSPP, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e le organizzazioni sindacali», prosegue Gottardi. «Occorre intervenire sugli accessi, sulla vigilanza, sugli ambienti, sulle procedure di emergenza e sulla presenza di personale. Anche gli utenti hanno diritto a essere curati senza trovarsi coinvolti in situazioni di violenza. Le difficoltà di bilancio non possono giustificare rinvii quando sono in gioco l’incolumità delle persone e la continuità dell’assistenza».
Sulla situazione veneziana interviene Rosario Settecase, dirigente sindacale UIL FP Venezia:
«Da circa un anno e mezzo, ai tavoli aziendali, chiediamo chiarimenti sui dispositivi di sicurezza annunciati e promossi dalla Regione Veneto per il personale dei Pronto Soccorso, in particolare bodycam e smartwatch per la chiamata di soccorso. Non abbiamo mai sostenuto che questi strumenti possano risolvere da soli il problema delle aggressioni. Sappiamo bene che il fenomeno è molto più complesso e richiede interventi sull’organizzazione dei servizi, sugli accessi, sulla vigilanza, sulla presenza delle Forze dell’ordine e sulla gestione preventiva delle situazioni più critiche. Tuttavia, si tratta di misure concrete, già individuate e annunciate, che avrebbero dovuto essere rese operative da tempo».
«In questo periodo le risposte ricevute sono cambiate più volte: prima ci è stata comunicata una battuta d’arresto, poi ci è stato detto che gli smartwatch presentavano problemi tecnici e che si stavano valutando altri dispositivi; successivamente sono emersi ulteriori rallentamenti e, infine, sono state richiamate anche difficoltà di bilancio. Quando si parla della sicurezza e dell’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori, però, non è accettabile che le ragioni economiche diventino il motivo per rinviare continuamente gli interventi».
«Chi entra ogni giorno in un Pronto Soccorso per lavorare deve sapere che l’Azienda ha valutato concretamente tutti i rischi e ha adottato le misure necessarie per proteggerlo. Non possiamo continuare ad affidarci soltanto alla professionalità, al sangue freddo e al senso di responsabilità degli operatori, spesso costretti a gestire situazioni pericolose con strumenti e personale insufficienti. La sicurezza non può dipendere dalla capacità del singolo lavoratore di evitare il peggio».
«Circa quindici giorni fa abbiamo chiesto formalmente l’istituzione urgente di un tavolo aziendale permanente sulla sicurezza degli operatori dell’ULSS 3 Serenissima. Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto una risposta formale. Abbiamo appreso indirettamente che il prossimo 16 settembre, durante il tavolo sindacale, potrebbero esserci forniti degli aggiornamenti. Ci aspettiamo risposte precise: vogliamo conoscere quali dispositivi saranno adottati, dove verranno utilizzati, con quali tempi e quali ulteriori misure organizzative l’Azienda intenda mettere in campo».
«La sensazione è che continui a mancare la necessaria urgenza. Non è sufficiente convocare una riunione o manifestare solidarietà dopo ogni aggressione. Serve un confronto permanente che analizzi gli episodi, individui le criticità presenti nei singoli presidi e verifichi l’effettiva applicazione delle misure concordate. La UIL FP Venezia continuerà a chiedere risposte e interventi concreti, nell’interesse del personale e dei cittadini che hanno diritto ad accedere a strutture sanitarie sicure».
UIL FP Veneto e UIL FP Venezia chiedono:
- l’immediata convocazione di un tavolo permanente sulla sicurezza nell’ULSS 3 Serenissima;
- un cronoprogramma certo per l’attivazione dei dispositivi di allarme e protezione già annunciati;
- il coinvolgimento strutturato di RSPP, RLS e organizzazioni sindacali;
- il rafforzamento della vigilanza e del controllo degli accessi nelle aree maggiormente esposte;
- l’intervento dei Ministeri della Salute e dell’Interno per garantire, nei presidi a più alto rischio, posti di Polizia effettivamente operativi e una presenza stabile con funzione preventiva e deterrente.
«Continuare a intervenire soltanto dopo ogni aggressione significa accettare un rischio ormai evidente», conclude Gottardi. «Servono decisioni immediate, responsabilità definite e tempi verificabili. Non possiamo aspettare che accada qualcosa di irreparabile».
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