LE PROFESSIONI DEL SOCIOSANITARIO INCONTRANO POLITICA E SINDACATO
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UIL FP Veneto al confronto con Stefano Gottardi e Federica Bonaldo: «Nuove figure e personale dall’estero richiedono regole chiare, formazione, corretta organizzazione del lavoro e controlli reali nelle strutture»

PADOVA, 25 settembre 2026 – La UIL FP Veneto ha partecipato al convegno promosso da UNEBA Veneto, dedicato alle trasformazioni in atto nel settore sociosanitario e, in particolare, alla nuova figura dell’Assistente Infermiere, al reclutamento di OSS provenienti dall’estero e alla crescente difficoltà di reperimento del personale.

Per la UIL FP Veneto erano presenti Stefano Gottardi, Segretario Generale, intervenuto nel confronto sindacale, e Federica Bonaldo, Segretaria UIL FP Venezia, impegnata nella collaborazione regionale sul settore del Terzo Settore.

Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, Franco Massi, Presidente UNEBA, Silvana Comaroli, deputata e firmataria dell’emendamento sugli OSS stranieri, Paola Roma, Assessore della Regione Veneto, e Manuela Lanzarin, componente della V Commissione regionale.

Il confronto ha affrontato temi ormai centrali per il futuro dell’assistenza: la carenza di infermieri e OSS, il reclutamento internazionale, l’inserimento di nuove figure professionali, la tenuta organizzativa delle strutture, il ruolo dei centri diurni e il rapporto sempre più stretto tra sanità e sociale.

Gottardi: «Il problema vero è come queste figure verranno utilizzate nei luoghi di lavoro»

Nel suo intervento, Gottardi ha richiamato anzitutto la necessità di evitare generalizzazioni.

«Quando si parla di sindacati – ha sottolineato – non si può pensare che siano tutti uguali, così come non sono tutte uguali le strutture e non sono tutte uguali le responsabilità della politica. Sul territorio troviamo realtà che lavorano molto bene e altre dove le difficoltà organizzative sono evidenti. Il nostro compito è guardare concretamente a ciò che accade nei luoghi di lavoro».

Per la UIL FP Veneto, la questione dell’Assistente Infermiere non può essere affrontata soltanto sul piano formale o normativo. Il punto decisivo sarà verificare come questa figura verrà inserita nell’organizzazione dei servizi, nei turni e nella relazione con infermieri e OSS.

«La nostra preoccupazione – ha spiegato Gottardi – è che una figura nata per supportare l’infermiere possa, nelle situazioni di maggiore carenza, essere utilizzata di fatto per sostituirlo. È questo il rischio che ci viene segnalato dai lavoratori e che dovremo verificare sul territorio».

Il tema riguarda quindi non solo le competenze previste, ma anche l’effettiva organizzazione del lavoro, le responsabilità professionali, gli aspetti assicurativi e la qualità dell’assistenza erogata.

OSS dall’estero: sì alle soluzioni, ma senza scorciatoie

Un altro punto centrale del dibattito ha riguardato il ricorso a personale proveniente dall’estero per far fronte alla carenza di operatori.

Anche su questo fronte, la posizione della UIL FP Veneto è improntata alla concretezza.

«Possiamo avere lavoratori perfettamente preparati e in grado di inserirsi rapidamente – ha osservato Gottardi – ma possiamo avere anche persone che incontrano difficoltà importanti, per ragioni formative, linguistiche o organizzative. Questo chi lavora nei servizi lo conosce bene».

Per il sindacato servono quindi percorsi strutturati di verifica delle competenze, formazione, affiancamento e integrazione nelle équipe, evitando che l’emergenza del personale si traduca in un abbassamento degli standard.

«La necessità di trovare personale è reale – ha aggiunto Gottardi – ma non può diventare una scorciatoia. Dobbiamo tutelare chi arriva, chi già lavora nelle strutture e soprattutto le persone fragili che ricevono assistenza».

Personale, la questione decisiva

Il convegno ha evidenziato come la carenza di personale non riguardi soltanto il sociosanitario, ma rappresenti ormai un problema trasversale a molti settori.

Per la UIL FP Veneto, però, nel mondo della cura questa criticità assume un valore particolare, perché incide direttamente sulla qualità del servizio e sulla sicurezza di lavoratori e utenti.

«Possiamo parlare di nuove figure, di nuovi modelli organizzativi e di nuove soluzioni – ha evidenziato Gottardi – ma tutto si regge sulle persone che lavorano. Se manca personale, se il personale è sotto pressione o se non è adeguatamente formato e valorizzato, qualsiasi riforma rischia di rimanere sulla carta».

Da qui la necessità di accompagnare ogni innovazione con un’attenta verifica dei fabbisogni, delle dotazioni organiche e delle reali condizioni di lavoro.

Centri diurni e assistenza territoriale

Gottardi ha inoltre espresso condivisione rispetto al tema sollevato da UNEBA sul rafforzamento dei centri diurni, considerati uno strumento fondamentale per sostenere le famiglie e ritardare, quando possibile, l’ingresso delle persone fragili nelle strutture residenziali.

«Riuscire a mantenere una persona nel proprio ambiente familiare il più a lungo possibile è un obiettivo importante – ha sottolineato – e i centri diurni possono svolgere una funzione decisiva. Le famiglie oggi sono spesso in grande difficoltà e il sistema deve costruire risposte intermedie, non limitarsi all’alternativa tra domicilio e casa di riposo».

Il tema si inserisce nel più ampio processo di trasformazione della sanità e del sociale veneti, con una crescente attenzione alla territorialità, alla domiciliarità e all’integrazione dei servizi.

UIL FP Veneto: il sindacato dovrà verificare cosa accade nelle strutture

La UIL FP Veneto seguirà quindi con attenzione l’applicazione concreta delle nuove scelte.

Il punto, per Gottardi, è molto chiaro: non basta approvare nuove figure professionali o nuove modalità di reclutamento; bisogna verificare come queste verranno realmente utilizzate nei luoghi di lavoro.

«Quando il sistema entrerà pienamente nella fase applicativa – ha concluso – il nostro compito sarà quello di esserci, ascoltare lavoratrici e lavoratori e verificare cosa faranno realmente i datori di lavoro. Dovremo controllare che le mansioni siano rispettate, che non vi siano sovrapposizioni improprie e che la carenza di personale non venga scaricata su chi già lavora».

Per la UIL FP Veneto la linea resta quindi netta: affrontare l’emergenza del personale sì, ma con regole chiare, formazione adeguata, responsabilità definite e un controllo reale dell’organizzazione del lavoro.

Perché nel sociosanitario la qualità dei servizi passa necessariamente dalla qualità del lavoro.

UIL FP Veneto — Ufficio Stampa
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