San Bonifacio, 30 settembre 2026 – L’episodio avvenuto al Pronto soccorso dell’ospedale Fracastoro di San Bonifacio, dove un uomo in stato di agitazione ha aggredito due operatori sanitari ed è poi stato fermato dai Carabinieri, riporta con forza al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei reparti più esposti.
«Credo non sia più rinviabile una verifica vera sull’adeguatezza delle misure oggi esistenti e, soprattutto, una assunzione di responsabilità da parte della politica e delle istituzioni. Tocca a loro decidere, con serietà, quali investimenti mettere in campo per rafforzare la sicurezza nelle strutture sanitarie. Saranno anche decisioni onerose, certo, ma è sempre più evidente che non intervenire produce costi e danni ben più alti: per i lavoratori, per i pazienti, per l’organizzazione sanitaria e per l’intera collettività».
Così Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FP Veneto, interviene dopo il nuovo episodio verificatosi al Pronto soccorso dell’ospedale Fracastoro di San Bonifacio, dove due operatori sanitari sono stati spintonati da un uomo in stato di agitazione.
La presenza nelle vicinanze delle Forze dell’Ordine ha consentito un intervento tempestivo dei Carabinieri, evitando che la situazione potesse ulteriormente degenerare.
«La rapidità dell’intervento è stata determinante – aggiunge Gottardi – ma non possiamo affidarci ogni volta alla circostanza favorevole che una pattuglia sia immediatamente disponibile. Gli episodi di aggressività nei confronti del personale sanitario sono sempre più frequenti e non devono diventare parte della normalità del lavoro».
Per la UIL FP Veneto, il tema della sicurezza deve quindi diventare una responsabilità politica precisa: spetta alle istituzioni valutare gli strumenti necessari e assumere le decisioni conseguenti, considerando la tutela di lavoratori e pazienti non come un costo, ma come un investimento capace di prevenire conseguenze umane, organizzative ed economiche molto più pesanti.
