La Regione Veneto, con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 645 dell’11 giugno 2025, pubblicata nel BUR n. 77 del 13 giugno 2025, ha approvato un intervento sperimentale per sostenere l’iscrizione e la permanenza degli studenti nei corsi di laurea in Infermieristica.
La misura prevede un voucher individuale di 1.000 euro a favore degli studenti iscritti ai corsi di laurea in Infermieristica delle Università di Padova, Verona e Ferrara, sede di Adria, che supereranno l’esame annuale di tirocinio negli anni accademici 2025-2026, 2026-2027 e 2027-2028. L’intervento, finanziato con risorse del Fondo Sociale Europeo Plus per complessivi 9 milioni di euro, rientra nel Piano regionale di contrasto alla carenza di personale del Servizio Socio Sanitario Regionale del Veneto.
Per la UIL FP Veneto si tratta di un segnale positivo, perché riconosce una criticità che il sindacato denuncia da tempo: la professione infermieristica sta vivendo una fase di forte perdita di attrattività, con un calo delle iscrizioni ai corsi di laurea e una carenza di professionisti che rischia di incidere direttamente sulla tenuta dei servizi sanitari e sulla qualità dell’assistenza ai cittadini.
“Ogni misura che sostiene le studentesse e gli studenti che scelgono Infermieristica va considerata positivamente – dichiara Luigi Spada, Segretario organizzativo UIL FP Padova – soprattutto in un territorio come quello veneto, dove la presenza dell’Università, delle aziende sanitarie e ospedaliere e dei servizi territoriali rende evidente quanto il tema della formazione sia legato alla tenuta concreta del sistema sanitario. Ma dobbiamo essere chiari: non basta incentivare l’ingresso nei corsi di laurea se poi, una volta entrati nel mondo del lavoro, le lavoratrici e i lavoratori trovano carichi pesanti, turni difficili, responsabilità crescenti e riconoscimenti non adeguati”.
Secondo la UIL FP, infatti, la crisi della professione infermieristica non dipende solo dal numero degli iscritti ai corsi universitari. Le cause principali riguardano le condizioni di lavoro, l’aumento dei carichi assistenziali, le retribuzioni non proporzionate alle responsabilità, le limitate prospettive di carriera, la difficoltà di conciliare vita e lavoro e un’organizzazione dei servizi che troppo spesso scarica sulle persone le carenze strutturali del sistema.
“Il voucher è un segnale apprezzabile, ma non può essere considerato la soluzione – dichiara Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FP Veneto –. Per rendere davvero attrattiva la professione infermieristica serve una strategia complessiva: più personale, condizioni di lavoro sostenibili, valorizzazione economica e professionale, sviluppo delle competenze, percorsi di carriera reali e piena applicazione degli istituti contrattuali. La Regione riconosce il problema: ora bisogna intervenire sulle cause, non solo sugli effetti”.
Per la UIL FP Veneto, investire sulla formazione è necessario, ma deve essere accompagnato da una politica più ampia di valorizzazione delle professioni sanitarie. Senza infermieri motivati, tutelati e messi nelle condizioni di lavorare bene, il sistema sanitario pubblico non può garantire risposte adeguate ai bisogni delle persone.
“La tutela della salute dei cittadini passa dalla tutela di chi ogni giorno lavora nei reparti, nei servizi territoriali, nelle strutture sociosanitarie e nei luoghi dell’assistenza – conclude Gottardi –. La UIL FP continuerà a sostenere ogni intervento utile a rafforzare il servizio sanitario pubblico, ma continuerà anche a rivendicare scelte strutturali, perché la dignità della professione infermieristica non può essere affidata a misure isolate. Servono programmazione, risorse, contrattazione e rispetto per il lavoro”.
