RIFORMA DELLA POLIZIA LOCALE: UIL FP VENETO APPREZZA L’INIZIATIVA NAZIONALE, MA CHIEDE GARANZIE CONCRETE SULLE TUTELE
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Maurizio Veronese: «La riforma deve rappresentare una svolta reale per la categoria. Servono risorse certe, diritti riconosciuti e tutele adeguate ai rischi e alle responsabilità del servizio».

Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FP Veneto, esprime, insieme al Coordinamento Regionale della Polizia Locale, grande apprezzamento per l’importante e tempestiva iniziativa intrapresa dalla Segreteria Nazionale UIL FP, congiuntamente alle altre Organizzazioni Sindacali.

La presentazione del documento unitario al Ministro dell’Interno rappresenta un passaggio di grande rilevanza e una risposta concreta alle aspettative di una categoria che da troppi anni attende una riforma capace di riconoscerne pienamente il ruolo, la professionalità e le responsabilità quotidianamente assunte al servizio delle comunità.

«Accogliamo con soddisfazione questa importante iniziativa nazionale, che riporta finalmente al centro dell’attenzione le condizioni delle donne e degli uomini della Polizia Locale. Al tempo stesso, riteniamo necessario esprimere una preoccupazione costruttiva rispetto all’attuale impostazione della delega legislativa», dichiara Maurizio Veronese, Coordinatore Regionale UIL FP Veneto Polizia Locale e componente del Coordinamento Nazionale UIL FP Polizia Locale.

«Il rischio è che lo strumento della legge delega, in assenza di principi e criteri direttivi sufficientemente vincolanti e di impegni concreti, possa tradursi nell’ennesima occasione mancata per dare risposte definitive alle lavoratrici e ai lavoratori della categoria».

Le principali preoccupazioni riguardano quattro questioni fondamentali, che la riforma e i successivi decreti attuativi dovranno affrontare con chiarezza:

  1. Ordinamento giuridico: una definizione chiara e definitiva dell’inquadramento giuridico, contrattuale e funzionale della Polizia Locale, che ne riconosca pienamente la specificità professionale.

  2. Trattamento economico: risorse strutturali e stanziamenti certi, capaci di valorizzare la professionalità, le responsabilità e i rischi quotidianamente affrontati dagli operatori.

  3. Tutele previdenziali e assistenziali: il pieno riconoscimento dell’equo indennizzo, delle cause di servizio e di adeguate coperture assicurative e infortunistiche, superando le attuali e inaccettabili disparità di trattamento rispetto alle Forze di Polizia dello Stato.

  4. Regime pensionistico: il riconoscimento di specifici benefici previdenziali legati alla natura gravosa e rischiosa del servizio operativo, senza ulteriori rinvii.

«Il tavolo di confronto richiesto al Ministero dell’Interno deve essere un luogo di confronto reale, strutturato e con tempi definiti, capace di trasformare gli impegni dichiarati in norme, risorse e tutele effettive», sottolinea Veronese.

«Le donne e gli uomini della Polizia Locale rispondono ogni giorno a esigenze di sicurezza sempre maggiori, assumendo responsabilità e affrontando rischi che non possono più essere ignorati. A questo incremento dei doveri deve corrispondere un altrettanto concreto riconoscimento dei diritti».

«Non possiamo continuare a chiedere sempre di più alla Polizia Locale senza riconoscere, con la stessa determinazione, le tutele, la dignità professionale e i diritti di chi garantisce quotidianamente la sicurezza delle nostre comunità. La riforma deve essere l’occasione per colmare queste disparità, non per rinviare ancora una volta le risposte attese dalla categoria», conclude Maurizio Veronese.

UIL FP Veneto — Ufficio Stampa

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