La UIL FP Veneto interviene sul caso nazionale del DL Lavoro: “Sanità Privata e RSA: richiesto incontro al Ministro Salute per rinnovo contratto. No a deroghe peggiorative sugli aumenti. Contratti, salari, organici e accreditamenti devono stare insieme. ”
Venezia, 11 giugno 2026
Il caso nazionale aperto dal DL Lavoro e dall’emendamento che interviene sugli adeguamenti economici in caso di mancato rinnovo dei contratti collettivi riguarda direttamente anche il Veneto. Non si tratta di una questione tecnica o lontana dalla vita reale delle persone: al centro ci sono le buste paga, i diritti e le condizioni di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità privata accreditata, delle RSA, delle strutture sociosanitarie, riabilitative, ambulatoriali e residenziali che ogni giorno garantiscono prestazioni rese per conto del Servizio Sanitario Nazionale.
Le organizzazioni sindacali nazionali FP CGIL, CISL FP e UIL FP hanno già espresso una posizione netta, chiedendo un incontro urgente al Ministro della Salute e alla Conferenza delle Regioni. Il punto è chiaro: non è accettabile che, proprio per chi lavora nelle strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate, venga introdotta una deroga al meccanismo di tutela economica previsto in caso di contratti scaduti da oltre nove mesi.
“È un arretramento grave – dichiara Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FP Veneto – perché colpisce lavoratrici e lavoratori che già vivono una condizione difficile: salari bassi, rinnovi contrattuali rinviati per anni, carichi di lavoro pesanti, difficoltà a trattenere personale e crescente fuga dalle strutture. Non si può chiedere qualità dell’assistenza, continuità dei servizi e presa in carico delle persone fragili comprimendo il valore del lavoro di chi quei servizi li rende possibili”.
In Veneto la sanità privata accreditata non è un settore marginale. Secondo i dati pubblici disponibili, il sistema comprende ospedali privati accreditati, case di cura, IRCCS privati, strutture riabilitative, ambulatori specialistici, centri servizi per anziani non autosufficienti, RSA, strutture residenziali e semiresidenziali, stabilimenti termali accreditati e attività collegate al sistema sociosanitario territoriale. AIOP Veneto dichiara di rappresentare 34 istituzioni sanitarie accreditate con il Servizio Sanitario Regionale, con oltre 4.400 posti letto, mentre il Ministero della Salute rileva per il Veneto 15 case di cura private accreditate e una non accreditata nella specifica categoria delle case di cura. Nel solo perimetro dichiarato da AIOP Veneto nella vertenza contrattuale si parla di oltre 10mila collaboratrici e collaboratori.
“Davanti a questi numeri – prosegue Gottardi – nessuno può far finta che il problema non riguardi il Veneto. La Regione destina risorse importanti alla sanità privata accreditata, e proprio per questo deve essere chiaro un principio: chi opera con risorse pubbliche e garantisce prestazioni pubbliche deve rispettare contratti dignitosi, salari adeguati, organici coerenti e standard di qualità. Il privato accreditato non può essere pubblico quando incassa risorse e privato quando si tratta di riconoscere diritti alle persone che lavorano”.
La carenza di personale rende la situazione ancora più delicata. La stessa Regione Veneto, nel Piano regionale di contrasto alla carenza di personale, riconosce che il fenomeno interessa sia il pubblico sia il privato accreditato, con problemi di trattenimento del personale, pensionamenti, diminuzione del tempo lavorato, perdita di attrattività della formazione infermieristica e OSS. AIOP Veneto ha segnalato la carenza di infermieri, mentre nelle RSA venete il tema della mancanza di OSS e personale assistenziale è ormai strutturale.
“È evidente che salari bassi e contratti bloccati alimentano la fuga dal settore – sottolinea Gottardi –. Se un infermiere, un OSS, un tecnico, un amministrativo o un professionista sanitario vede riconosciuto meno valore economico e contrattuale rispetto a chi svolge mansioni analoghe nel pubblico, il sistema perde attrattività. E quando il personale se ne va, non pagano solo le lavoratrici e i lavoratori: pagano anche i cittadini, gli anziani, le persone fragili e le famiglie”.
Per la UIL FP Veneto il rinnovo dei contratti della sanità privata e delle RSA non può più essere rinviato, né subordinato a un continuo scaricabarile tra imprese, Governo, Regioni e associazioni datoriali. Le risorse pubbliche, i budget, gli accreditamenti e gli standard organizzativi devono essere collegati al rispetto dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
“La nostra posizione è semplice – afferma Gottardi –: senza lavoro dignitoso non c’è qualità della cura. Non si può costruire un sistema sanitario regionale serio lasciando indietro chi lavora nelle strutture accreditate. Serve pari dignità, non nuove disuguaglianze. Serve un contratto vero, non deroghe che indeboliscono ulteriormente le tutele. Serve una scelta politica chiara: il lavoro di cura non può essere il luogo dove si sperimentano risparmi sulla pelle delle persone”.
La UIL FP Veneto chiede quindi alla Regione Veneto di assumere una posizione chiara nei confronti del Governo e della Conferenza delle Regioni, sostenendo il ritiro della deroga peggiorativa e l’estensione piena delle tutele economiche anche alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità privata accreditata e del sociosanitario. Chiede inoltre l’apertura di un confronto regionale specifico con le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali e le strutture accreditate, per verificare applicazione contrattuale, fabbisogni di personale, carichi di lavoro, requisiti di accreditamento, standard assistenziali e condizioni reali nei luoghi di lavoro.
“Non siamo disponibili ad accettare che il Veneto diventi un territorio dove le prestazioni pubbliche vengono garantite attraverso personale sottopagato, sovraccaricato e lasciato senza prospettiva – conclude Gottardi –. La sanità privata accreditata fa parte della rete dei servizi ai cittadini: per questo deve stare dentro regole chiare, responsabilità precise e rispetto pieno delle lavoratrici e dei lavoratori. Se non arriveranno risposte concrete, la UIL FP Veneto sosterrà ogni iniziativa utile di mobilitazione, perché difendere chi lavora nella sanità privata significa difendere la qualità dell’intero sistema sanitario regionale”.
